Negli impianti binari (ORC) il calore del fluido geotermico passa al fluido organico tramite scambiatori. Anche uno strato sottile di incrostazione riduce lo scambio termico e la potenza netta dell’impianto.
Come si forma lo sporcamento?
Raffreddandosi nello scambiatore, il fluido aumenta la saturazione di silice e sul lato freddo si formano strati di silice e silicati metallici. In preriscaldatore ed evaporatore può comparire calcite, e in alcuni campi depositi di solfuro di antimonio o di ferro. Prodotti di corrosione e solidi sospesi aderiscono anch’essi alle superfici.
Riconoscere presto la perdita di resa
- Temperatura di avvicinamento in aumento nel tempo
- Maggiore perdita di carico nello scambiatore
- Potenza netta inferiore a parità di portata
- Temperatura di reiniezione sopra l’obiettivo
Approccio di prevenzione
Serve un programma, non un singolo prodotto: antincrostante per la calcite, inibitore/disperdente per la silice, una soluzione specifica per i solfuri e il controllo della corrosione. La temperatura del lato freddo, fissata rispetto al limite di saturazione della silice, incide direttamente sul risultato. Biyopol propone il programma insieme ai dati di resa e all’analisi dell’incrostazione.
Pulizia o prevenzione?
La pulizia chimica o meccanica comporta una fermata parziale o totale. Un programma continuo allunga gli intervalli di pulizia e, quando serve, un prodotto adatto alla composizione la rende rapida e sicura per l’impianto.
| Indicatore | Perché monitorarlo |
|---|---|
| Temperatura di avvicinamento | Primo segnale di calo dello scambio |
| Coefficiente globale (U) | Calcolo della resistenza di sporcamento |
| Perdita di carico | Restringimento e intasamento |
| Potenza netta / portata | Impatto sulla produzione |
Domande frequenti
Quale incrostazione è più comune negli scambiatori?
Dipende dal campo; sul lato freddo dei binari sono comuni silice e silicati metallici, nelle zone più calde la calcite. Conviene analizzare un campione.
Il programma cambia tra scambiatori a piastre e a fascio tubiero?
La chimica è la stessa, ma i canali stretti delle piastre aumentano il rischio di intasamento e richiedono più monitoraggio.
Fornite anche prodotti per la pulizia?
Sì; prodotto e indicazioni di applicazione in base alla composizione.
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Condividete l’analisi del fluido e i dati operativi; il nostro team tecnico vi proporrà il programma adatto e un piano di prova.
